Guida agli incentivi per il fotovoltaico in vigore in questo momento

Breve guida incentivi per il fotovoltaico attualmente attivi o che verranno attivati a breve.

 

Gli impianti fotovoltaici hanno avuto una storia felice, negli ultimi anni, grazie ai “Conti Energia” che ripagavano abbondantemente l’energia prodotta facendo diventare l’investimento fotovoltaico molto allettante per aziende e privati. Grazie agli incentivi per fotovoltaico, la filiera si è molto sviluppata in pochissimi anni, i costi dei prodotti e dell’installazione sono scesi drasticamente, fino al punto da rendere conveniente il fotovoltaico anche senza incentivi, soprattutto quando gran parte dell’energia viene direttamente consumata.

 

Ma quali sono gli incentivi attualmente in vigore?

Esistono attualmente tre meccanismi incentivanti diversi, a volte sovrapponibili:

  • Scambio sul posto e ritiro dedicato;
  • Detrazioni fiscali;
  • Incentivi previsti dal decreto FER1.

 

Scambio sul posto e ritiro dedicato

I due meccanismi di scambio sul posto e ritiro non sono dei veri e propri incentivi per il fotovoltaico, ma piuttosto un modo per ripagare con il reale valore l’energia che viene prodotta dall’impianto. Sono applicabili per tutti gli impianti, ad eccezione di quelli che accedono agli incentivi previsti dal FER1.  Si compone appunto di due quote.

Ritiro dedicato: questo meccanismo serve a ripagare l’energia che l’impianto fotovoltaico immette in rete, e che viene consumata da altri. Il GSE paga solo la quota energetica, che ha una tariffa molto minore rispetto a quanto si paga per l’acquisto in bolletta. Questo perchè in bolletta sono aggiunte spese per il trasporto energia, per la gestione dei sistemi, e per le tasse. Per questo motivo, conviene sempre molto di più autoconsumare che vendere energia.

Scambio sul posto: il GSE ripaga in modo diverso l’energia che l’utente produce e immette in rete, ma che riacquista in un secondo momento. L’utente ha già pagato l’energia prelevata, e pertanto il GSE concede un rimborso economico a tariffa maggiorata rispetto a quella del ritiro dedicato. Questo perchè la rete, grazie al consumo locale, vede ridotte le perdite per il trasporto dell’energia e l’usura dell’infrastruttura elettrica.

 

 

Piccoli impianti fotovoltaici

Per impianti di piccola taglia, si intende tutti quelli che hanno potenza nominale al di sotto di 20 kWp. Generalmente gli impianti domestici fanno parte di questa categoria, avendo mediamente una potenza di 3 kWp. Possono rientrare in questa categoria anche gli impianti fotovoltaici condominiali, sempre che la potenza rimane sotto la soglia dei 20 kW. 

Se l’impianto si trova su un edificio residenziale, chi ha sostenuto le spese può portare in detrazione fiscale il 50% delle spese sostenute. La detrazione si spalma su 10 anni, il che vuol dire che ogni anno ci sarà uno sconto sull’ammontare irpef del 5%, per i 10 anni a partire dal successivo alla spesa.

Esiste un tetto massimo di spesa che una persona può detrarre annualmente, pari a 96.000€. E’ da tener presente che questo limite è complessivo di tutti i lavori di ristrutturazione: se in un anno vengono effettuati altri lavori oltre all’impianto fotovoltaico, è la somma di tutti gli importi che viene detratta solo fino a 96.000€.

La detrazione vale anche se l’impianto è in condominio, in questo caso però il limite di spesa non è per il condominio, ma per ogni singolo condomino. Ognuno dei condomini, infatti, può detrarre fino ad un massimo di 96.000€ annui, e quindi l’ammontare complessivo dei lavori può anche superare il limite.

Le detrazioni fiscali si applicano solo agli impianti installati su edifici residenziali. Gli altri, ad esempio quelli installati su capannoni industriali o a servizio di ditte, non possono beneficiare delle detrazioni.

Le detrazioni inoltre sono cumulabili con i meccanismi di vendita di energia già previsti tramite il GSE, ovvero lo scambio sul posto e il ritiro dedicato.

 

Grandi impianti fotovoltaici

Al momento non esistono incentivi per i grandi impianti fotovoltaici, quelli che superano i 20 kW. E’ però in fase di di approvazione il decreto FER 1, che garantirebbe un incentivo economico per l’energia prodotta e immessa in rete elettrica. Tale incentivo sarà alternativo al regime di scambio sul posto e ritiro dedicato

Il meccanismo di incentivazione è diverso da quello delle detrazioni fiscali. In questo caso, infatti, non accedono tutti alla detrazione, ma solo gli impianti “più virtuosi”, seguendo dei criteri che avvantaggiano gli impianti a sostituzione di coperture in amianto e gli impianti degli edifici pubblici.

Le quote di incentivazione sono diverse. Per tutti gli impianti è prevista una tariffa sulla vendita, ovvero sull’energia immmessa in rete, pari a:

  • 10,5 cent/kWh fino a 100 kW
  • 9 cent/kWh fino a 1 MW
  • 7 cent/kWh oltre 1 MW

In aggiunta, è previsto un incremento di 1,2 cent/ kWh, per gli impianti a sostituzione di coperture in amianto, che viene calcolato su tutta la produzione, quindi anche sulla potenza autoconsumata. Inoltre, per gli impianti fino a 100 kW è previsto anche un incentivo di 1 cent /kWh sull’energia autoconsumata.

 

 

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